L' inferno (dei blog) / 2
Tutto è follia, un leopardiano passo
dicea, tranne che il folleggiar. Diserta
d' Absinzio era la piaggia, ma un parnasso
di diavoletti e spiritelli all' erta
conduceva con mano ferma molto
a un link che prometteva la scoperta
di quando Iddio dal mondo t' avrà tolto.
Deathclock di morte dà il crudel destino
ma pel tremor rabbrividii. Il volto

girai lontano, a stella del mattino,
disiando luce e non gesto ribelle
di chi si irride dell' amor divino
e in acidume volge cose belle
seguendo di Cioràn quel tal sermone
che assegna a Dio risibili favelle
di solitaria e pavida creazione
perché la paranoia non lo rodesse.
Color di sangue e luci d' ossessione
il blog dell' acidnoise pareva avesse.
Ma poi, ristando, senza far velame
dell' apparenze di dolor espresse,

contro volgarità suonaan le brame
di quell' autor e contro la bassezza
e il disonor che di beltà fan strame.
E allor che il peso di cotal gravezza
dal cor mi sollevai, accorsi a vista
di un nuovo blog, ma ahi!, ancor tristezza.
Di fiele e trash, velocita' d' artista,
di vita e di disperazion vorace,
fanciul sinistro al 333 s' attrista
ed urla come spirto senza pace
di sofferenze e di formiche al foco,
falene, mosche destinate a brace,
di quando bimbo nella voce fioco
chiedeva al mondo di doppiezza esperto
senza risposte aver e lume poco.
(continua)
Povere oche sui tacchi
Dembulano graziosamente,
Goffe ma senz'altro sexy
S'inciampano tra i sampietrini
Adorano scarpe e ciabatte,
Stivali, infradito e sabot,
I sandali e le decolleté,
Con tacchi a spillone o mozzetto
Podalici orpelli van forte
Tra le palmipedi orde!
Aggiungere possono infatti
Smalti, bracciali e tatuaggi!
Luglio ti piglia,
la voglia attanaglia,
deragli e ti squagli,
ti sciogli in dettagli.
Luglio ti piglia,
ti sbrogli sei miglia,
ferraglia e gentaglia,
Camogli e gli scogli.
L' inferno (dei blog)
piccolo scherzo
in un canto dantesco
Un giorno di abbandon della mia vita
mi ritrovai per una sfera oscura,
dove ogni ratio mi parea svanita.
Impossibile dir com' era, è cosa dura,
questo luogo selvaggio, ostico e forte,
che fa tremare di animal paura!
Era la parte buia, di incerta sorte,
di questi blog dannati ch' i' trovai,
rabbrividendo per le cose scorte.
Io non so raccontar com'i' v'intrai,
forse c' era Atarax accanto al punto
in cui diritta via abbandonai.
E poi ch' i' fui da Simonelli giunto,
fra gigli, aromi e vibrazion di calle,
col 7 che del nome è forse il sunto,
guardai a lungo e mi tremaan le spalle
per Sesto Sebastiàn di tal poeta
che ancor mi frange il cor per quella valle.

Il volto di dolor segnato acqueta
i dardi nella carne insanguinata:
mi strinse il petto di cotanta pièta
che mi strozzò una voce soffocata.
Lasciai confuso l' angosciosa riva
dell' Atarax che sempre amor disiata
e mi trovai su di una quinta estiva
di palme, scogli e biancheggiare basso
di un mar rigonfio che lontan muggiva.
(continua)
Oh splinder mio...
|
1. Che bella cosa na jurnata 'e splinder, Refrain:
2. Lùcene 'e parole d’a fenesta toia;
3. Quanno s’incricca e 'o splinder se rabbuia, me vene quase 'na malincunia; quanno fa schifo il server e ce lassa soli... Refrain: ( om.)
|
|
|
Di-versi assenti
(Su placida richiesta, ecco qui il mio contributo al blogrodeo di ieri, ma con tutti i link al posto giusto...)
Sono un po’ confusa oggi. Dovrei affrontare letture e riletture di documenti, invece mi perdo davanti alla tivù, a fare zapping, o meglio, all’italiana, il salto del canale. A volume azzerato, però, altrimenti i colleghi se ne accorgono.
Su RaiTre è appena finito Leonardo, il tg dedicato alle scienze, e ora comincia un insopportabile cartone animato giapponese. Cambio su RaiUno: primo piano sul volto di una placida signora, mi piace, mi fermo per qualche secondo. Stacco: inseguimento tra auto. Un insulso telefilm americano.
Riprendo il telecomando. ReteQuattro: pubblicità, bambini in festa si tirano stelle filanti e mangiano merendine. Argh… Lo trovassi, un programma decente! Se non è zuppa, è pan bagnato. Be’, su Canale5 c’è un tiggì. Ancora notizie dall’Iraq. Immagini da AlJazeera: sullo schermo appare un mullah. Una manifestazione contro "GeorgBush", sui cartelli c’è scritto proprio così, tutto attaccato. Vabbe’, leggerò domani i giornali. E su Italia1? Un quiz: "Romanzo di Hemingway, comincia con la lettera effe". Ma per favore… Giro su MTV, speciale sui gruppi rock italiani: una scritta in sovrimpressione mi informa che quei tipi che si dimenano sul palco sono gli Sphera. Mai sentiti. E poi il rock non è il mio genere. Chissà su La7… oh, un film. Come si chiama pure quell’attore? Dai, quello che interpretava Lester Burnham in American Beauty… possibile che io mi ricordi i nomi dei personaggi e non quelli degli attori? Mi verrà in mente stanotte, come al solito.
Ah, non ho ancora provato su RaiDue. Sembra un documentario… Bello, il mito di Gilgamesh! Ma adesso chi sono quelli lì? Oh, no… è soltanto un talk-show. Il tema è "Dolore e sventura", in studio le solite facce: Alba Parietti, Maria Rita Parsi, e c’è pure Toni Renis. Riproviamo il Tg5, ormai sarà in chiusura. "Nuovi gossip sul Principe Carlo d’Inghilterra". Non li sopporto, i servizi sui regnanti.
Basta. Sarà meglio che mi metta a lavorare.
Però è un’ora che non controllo la posta. E oggi non ho aperto neanche un blog. Per forza, con tutto il lavoro che ho da fare…
Vediamo un po’ tra i preferiti. Ecco, questo non lo leggo da settimane. Me n’ero dimenticata, del Blogrodeo. Ma dai, c’è un rodeo in corso proprio ora! Qual è il tema? "E’ un esperimento, non si sa come andrà a finire". Mah, adesso ci penso. Tanto, c’è tempo fino a mezzanotte.
I' computer
Il computer è quella cosa
che par nascer come amato
ma che tosto subitaneo
ei diventa complicato,
e ti par dover affrontar
4 draghi e una donzella
su dall'alto di una tor.
Incarrighe.
Una scarpa è quella cosa
dentro cui si mette il piede
se qualcuno me lo chiede
gli risponderò così.
Fantascienza è quella cosa
che racconta strani casi
tanti eventi così astrusi
che non ne parlerò più.
L'incarriga è quella cosa
che descrive tante cose
siano allegre oppur seriose
l'incarriga fa così.
Tema del blogrodeo di oggi
E’ così che affronti la vita - la tua vita,
UN gioco violento perché senza regole,
E SPERI - MENTO, forse? - d’esserne infine vincitore,
NON solo primattore.
SI’, lo so, è sull’orlo del precipizio che vuoi costantemente vivere,
SA questo anche chi trascini con te nella rapida corsa,
COME teso a raggiungere una parte di te che ti precede, sempre inconoscibile.
ANDRA’ veloce, la tua vita, e forse capirai il perché della tua rabbia proprio sul suo
FINIRE
(Effe)
GIOVEDI' 24 GIUGNO
San Giovanni è quella cosa
che mi fa contenta tanto,
tutto chiuso, tutti in festa
ci si vede lunedì.
Italica, ludica, meschinità
raggrumata fronte pixel
mutèan vite sciatte, senza ratei
solèan decantar, palle su palle.
Placida signora
Spingo araldica
di spogli arcana.
Prodi casalinga
dirigo: spalanca!
Grido: spalancai!
Scordi il pagana?
Pagana, sci lordi
scorgi, paladina.
Scandaglia-pori
randagia scolpì.
Il vispo Splinder...
1)
Il vispo Splinder avea in paginette
al volo sospeso il pannello controlli
e tutto giulivo annunciava il motivo
- azzurro e disteso soppresso l’invio -
a noi supplicanti che afflitti informò:
“Scrivendo bloggando, che volete far?
voi mi caricate di troppe parole
su lasciate andare, tacete un po’”.
Il blogger pentito di colpo arrossì
e spense il computer fino a lunedì.
(tt)
2)
Soffrendo e imprecando il blogger pensava:
scrivendo soltanto, che male ti fò?
e Splinder giulivo (chè ormai latitava)...:
"Tu cliccami molto, dimostrati vivo,
resisti, resisti ancor per un po':
poi, quando sei sfatto da tanto cliccare,
ti mando lo sfratto (e non protestare: lo sai gl'inquilini che c'ho!)"
Incarriga-2
La maniglia è quella cosa
che ti lascia aprir la porta
se non c'è o la trovi storta
resti chiuso dentro o fuor
Incarriga-1
Posacenere è un oggetto
il cui nome dice tutto
può esser bello oppure brutto
quel che importa è che ci sia.
Le Avventure di Tom Saiwa
Tom Saiwa era un biscottino
Orfanello e somarello
Abitava con zia Polly
In quel del Mississippì.
Perché sono tutto secco?
Voglio essere un frollino
Bello grasso e con l’uvetta
Pan di stelle io sarò.
La zia Polly sospirava:
Io non ho nessun blason,
Sono sola e poveretta
Non è Bianco il mio Mulin!